Proseguono in Gilgit-Baltistan le attività di formazione scientifica del progetto Water for Development (W4D), con un nuovo programma dedicato alle scienze veterinarie, alla salute animale e all’approccio One Health.
A partire da domani, presso la University of Baltistan (UoBS) di Skardu, due incontri formativi coinvolgeranno studenti e ricercatori nell’approfondimento delle relazioni tra salute animale, salute umana e ambiente, combinando lezioni teoriche, metodologie di laboratorio e attività pratiche sul campo.
La formazione sarà condotta daicollaboratori EvK2, Filippo Maria Dini, del Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie dell’Università di Bologna, e da Carmela Musto, veterinaria con un dottorato in Sanità Pubblica Veterinaria, la cui attività si concentra sull’epidemiologia della fauna selvatica e sull’approccio One Health.
Il programma affronterà alcune delle principali sfide che interessano oggi le scienze veterinarie e la sanità pubblica, con particolare attenzione all’approccio One Health, che riconosce la stretta interconnessione tra la salute delle persone, degli animali e degli ecosistemi.
Le lezioni approfondiranno le malattie della fauna selvatica e la sorveglianza One Health, con un focus sui grandi carnivori e sull’importanza delle reti di ricerca per il monitoraggio delle patologie e della loro diffusione.
Un secondo approfondimento sarà dedicato all’interfaccia uomo-animale-ambiente in una prospettiva globale, utilizzando la leptospirosi come caso di studio per illustrare le complesse relazioni tra agenti patogeni, animali, persone e condizioni ambientali.
Il programma affronterà inoltre il tema delle malattie emergenti, dei possibili scenari futuri e della biosicurezza, evidenziando il ruolo della prevenzione e della sorveglianza nella riduzione dei rischi per il bestiame, la fauna selvatica e le comunità locali.
Una parte significativa della formazione sarà dedicata alle attività pratiche. Gli studenti verranno introdotti alle metodologie di laboratorio per l’analisi di campioni fecali e di sangue, acquisendo strumenti utili per lo studio della salute animale e l’individuazione di eventuali patologie e parassiti.
Le attività proseguiranno poi sul campo, dove il campionamento degli animali sarà affiancato da alcune pratiche veterinarie. Il team prevede di effettuare trattamenti antiparassitari sul bestiame, offrendo agli studenti l’opportunità di partecipare a un’attività concreta e, allo stesso tempo, fornendo un beneficio diretto agli allevatori che metteranno a disposizione i propri animali per le attività di esame e campionamento.
Particolare attenzione sarà dedicata ai parassiti che interessano il bestiame della zona e alle strategie più appropriate per il loro controllo, anche attraverso il confronto con le competenze veterinarie locali.
Un’altra componente importante del programma riguarderà il coinvolgimento degli allevatori locali.
I ricercatori presenteranno un questionario finalizzato a raccogliere informazioni sulle malattie animali presenti nell’area, con particolare attenzione alle zoonosi, ovvero alle malattie che possono essere trasmesse tra animali ed esseri umani.
Le informazioni raccolte attraverso i questionari saranno integrate con i dati ottenuti dalle attività di campionamento sul campo e dalle analisi di laboratorio. Questo approccio permetterà di costruire un quadro più completo delle problematiche legate alla salute animale presenti nell’area e delle loro possibili implicazioni per la salute pubblica.
I dati raccolti potranno inoltre rappresentare una risorsa importante per gli studenti della University of Baltistan, offrendo materiale utile per lo sviluppo di piccoli progetti di ricerca e ulteriori approfondimenti scientifici.
Il nuovo programma dedicato alle scienze veterinarie aggiunge un ulteriore tassello alle attività di capacity building promosse da Water for Development in Gilgit-Baltistan, dopo i percorsi formativi già realizzati nei settori della qualità delle acque e della fitopatologia.
Attraverso l’integrazione tra formazione universitaria, tecniche di laboratorio, attività sul campo e confronto con le comunità locali, l’iniziativa punta non soltanto al trasferimento di conoscenze tecniche, ma anche a rafforzare la capacità di studenti e ricercatori locali di studiare problematiche che riguardano direttamente il loro territorio.
La prospettiva One Health assume una particolare rilevanza nelle regioni montane, dove popolazioni, bestiame, fauna selvatica e ambiente sono strettamente interconnessi e dove i cambiamenti degli ecosistemi possono avere conseguenze dirette sulla salute animale e umana.
Attraverso queste attività, Water for Development prosegue il proprio impegno nel sostenere lo sviluppo di competenze scientifiche locali e capacità di ricerca applicata, creando conoscenze e professionalità che possano rimanere nel Gilgit-Baltistan e contribuire, nel lungo periodo, alla resilienza delle comunità locali.
La missione si svolge nell'ambito di Water for Development – W4D, progetto finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale attraverso l'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e implementato da EvK2 e UNDP Pakistan.
The scientific training activities of the Water for Development (W4D) project continue in Gilgit-Baltistan with a new programme dedicated to veterinary science, animal health and the One Health approach. Nowdays at the University of Baltistan (UoBS) in Skardu, two training sessions will bring together students and researchers to explore the links between animal health, human health and the environment, combining theoretical lectures, laboratory methods and practical field activities. The training will be led by Filippo Maria Dini, from the Department of Veterinary Medical Sciences of the University of Bologna, and Carmela Musto, veterinarian with a PhD in Veterinary Public Health, whose work focuses on wildlife and One Health epidemiology. The programme will address some of the key challenges currently facing veterinary and public health sciences, with particular attention to the One Health approach, which recognises the close interconnection between the health of people, animals and ecosystems. The lectures will cover wildlife diseases and One Health surveillance, focusing on large carnivores and on the importance of research networks for monitoring diseases and their circulation. A second session will examine the human–animal–environment interface from a global perspective, using leptospirosis as a case study to illustrate the complex relationships between pathogens, animals, humans and environmental conditions. The programme will also address emerging diseases, future health scenarios and biosecurity, highlighting the role of prevention and surveillance in reducing risks for livestock, wildlife and local communities. A significant part of the training will be devoted to practical skills. Students will be introduced to laboratory methods for the analysis of faecal and blood samples, providing them with tools for investigating animal health and identifying potential diseases and parasites. The activities will then move into the field, where animal sampling will be combined with practical veterinary procedures. The team plans to carry out antiparasitic treatments on livestock, offering students the opportunity to take part in a hands-on activity while also providing a direct benefit to the farmers who make their animals available for examination. Particular attention will be given to the parasites affecting livestock in the area and to the most appropriate strategies for their control, in collaboration with local veterinary expertise. Another important component of the programme will involve local livestock farmers. The researchers will introduce a questionnaire designed to collect information on animal diseases present in the area, with a particular focus on zoonoses — diseases that can be transmitted between animals and humans. The information gathered through the questionnaires will be integrated with data from field sampling and laboratory analyses. This combined approach will help build a clearer picture of animal health issues in the area and their possible implications for public health. The data collected could also become a valuable resource for University of Baltistan students, providing the basis for small research projects and further scientific investigations. The new veterinary training programme adds another component to the capacity-building activities promoted by Water for Development in Gilgit-Baltistan, following the training programmes already carried out in the fields of water quality and phytopathology. By bringing together university education, laboratory techniques, fieldwork and interaction with local communities, the initiative aims not only to transfer technical knowledge but also to strengthen the ability of local students and researchers to investigate challenges that directly affect their territory. The One Health perspective is particularly relevant in mountain regions, where people, livestock, wildlife and the environment are closely interconnected and where changes in ecosystems can have direct consequences for animal and human health. Through these activities, Water for Development continues to support the development of local scientific expertise and applied research capacity, creating knowledge and skills that can remain within Gilgit-Baltistan and contribute to the long-term resilience of its communities.Water for Development: Veterinary Science and One Health Training Begins in Skardu
FROM WILDLIFE DISEASES TO ONE HEALTH
FROM THE LABORATORY TO THE FIELD
WORKING WITH LOCAL FARMERS
BUILDING LOCAL SCIENTIFIC CAPACITY
The mission is being carried out within the framework of Water for Development – W4D, a project funded by the Italian Ministry of Foreign Affairs and International Cooperation through the Italian Agency for Development Cooperation (AICS) and implemented by EvK2CNR and UNDP Pakistan.