Una ricerca pubblicata su Scientific Reports valorizza i dati sismici della Piramide EvK2CNR ai piedi dell’Everest


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La stazione sismica IO.EVN, installata presso il Laboratorio-Osservatorio Piramide EvK2CNR in Nepal, ha avuto un ruolo centrale in un nuovo studio pubblicato su Scientific Reports, rivista del gruppo Nature, dedicato al terremoto di magnitudo Mw 7.1 che il 7 gennaio 2025 ha colpito la regione di Dingri, nel Tibet meridionale, a circa 80 chilometri a nord-est dell’Everest.

Lo studio, firmato da Franco Pettenati, Alessandro Vuan, Denis Sandron, Giampietro Verza e Matteo Picozzi, analizza la sismicità registrata nei due anni precedenti il forte terremoto. In un’area remota e scarsamente coperta da reti di monitoraggio, la stazione IO.EVN rappresentava l’unico punto permanente entro circa 90 chilometri dall’epicentro in grado di fornire dati sismici liberamente disponibili alla comunità scientifica.

Attraverso un approccio innovativo basato su tecniche di intelligenza artificiale, analisi della polarizzazione e template matching, i ricercatori hanno ricostruito un catalogo dettagliato di eventi sismici precedenti al sisma principale. I risultati mostrano un aumento progressivo della sismicità e una maggiore concentrazione degli eventi a partire da circa 45 giorni prima del terremoto, con una fase di accelerazione più evidente nelle ultime settimane.

Questi segnali non devono essere interpretati come una previsione del terremoto, ma come elementi utili a comprendere retrospettivamente i processi preparatori che possono precedere grandi eventi sismici in aree tettonicamente complesse. Lo studio suggerisce infatti che, anche in contesti dove le reti di monitoraggio sono limitate, una singola stazione sismica di alta qualità, se affiancata da tecniche avanzate di analisi dei dati, può contribuire in modo significativo alla comprensione della dinamica dei terremoti.

La stazione IO.EVN si trova nei pressi della Piramide EvK2CNR, a circa 5.050 metri di quota, in un ambiente estremo e strategico per lo studio dei processi geofisici dell’Himalaya e del Plateau Tibetano. La sua attività conferma l’importanza della presenza scientifica permanente in alta quota, non solo per il monitoraggio ambientale e climatico, ma anche per la ricerca sismologica e per la valutazione dei rischi naturali.

Per EvK2CNR, questo risultato rappresenta un ulteriore riconoscimento del valore scientifico del Laboratorio-Osservatorio Piramide e della collaborazione internazionale che da oltre trent’anni sostiene la ricerca in alta quota. I dati raccolti in Nepal continuano a offrire un contributo prezioso alla comunità scientifica globale, dimostrando come infrastrutture di ricerca collocate in ambienti estremi possano generare conoscenza utile ben oltre i confini geografici in cui operano.


A study published in Scientific Reports highlights the role of the EvK2CNR Pyramid seismic station near Everest

The IO.EVN seismic station, installed at the EvK2CNR Pyramid Laboratory-Observatory in Nepal, played a key role in a new study published in Scientific Reports, a journal from the Nature portfolio, focusing on the Mw 7.1 earthquake that struck the Dingri region in southern Tibet on 7 January 2025, about 80 kilometres northeast of Mount Everest.

The study, authored by Franco Pettenati, Alessandro Vuan, Denis Sandron, Giampietro Verza and Matteo Picozzi, investigates the seismicity recorded during the two years preceding the main earthquake. In such a remote and poorly instrumented region, the IO.EVN station represented the only permanent seismic station within approximately 90 kilometres of the epicentre providing freely available data to the scientific community.

Using an innovative AI-based workflow, combined with polarisation analysis and template matching, the researchers reconstructed a detailed catalogue of seismic events that occurred before the mainshock. Their results reveal a progressive increase in seismicity and clustering beginning around 45 days before the earthquake, with a more evident acceleration in the final weeks.

These signals should not be interpreted as an earthquake prediction. Rather, they provide valuable retrospective evidence to better understand the preparatory processes that may precede large earthquakes in complex tectonic regions. The study suggests that even in areas with limited monitoring infrastructure, a single high-quality seismic station, when enhanced by advanced data-analysis techniques, can significantly contribute to earthquake science.

Located near the EvK2CNR Pyramid Laboratory at approximately 5,050 metres above sea level, the IO.EVN station operates in an extreme yet scientifically strategic environment for studying geophysical processes across the Himalaya and the Tibetan Plateau. Its activity confirms the importance of long-term high-altitude scientific infrastructures, not only for environmental and climate monitoring, but also for seismological research and natural hazard assessment.

For EVK2CNR, this publication represents a further recognition of the scientific value of the Pyramid Laboratory-Observatory and of the international cooperation that has supported high-altitude research for more than three decades. The data collected in Nepal continue to provide a valuable contribution to the global scientific community, showing how research infrastructures in extreme environments can generate knowledge with relevance far beyond their geographical location.


Precursory seismicity unveiled before the Mw7.1 Dingri earthquake in Tibet