SPANTIK Lab 2026 entra nel vivo: monitoraggio glaciale, campionamenti biologici e partenza per il Campo Base dello Spantik


La spedizione scientifica italiana consolida la rete osservativa sul ghiacciaio Chogo Lungma e avvia una nuova campagna di misure glaciologiche e microbiologiche nel Karakorum pakistano.

Dopo aver completato le attività di manutenzione e verifica della rete di monitoraggio installata negli anni precedenti, la spedizione SPANTIK Lab 2026 è entrata nella sua fase operativa sul ghiacciaio Chogo Lungma, dove nelle ultime tre giornate il team ha condotto una serie di attività scientifiche complementari che rappresentano il cuore del programma di ricerca.

Le operazioni hanno interessato contemporaneamente la rete di monitoraggio meteorologico e glaciologico, le misure dirette dell'ablazione glaciale e i campionamenti microbiologici e ambientali, fornendo dati fondamentali per comprendere l'evoluzione della criosfera del Karakorum e gli effetti del cambiamento climatico sulle risorse idriche di alta quota.

Manutenzione della rete osservativa

Una prima squadra di ricercatori ha raggiunto la stazione meteorologica automatica (AWS) installata lungo il trekking del Chogo Lungma per effettuare gli interventi di manutenzione programmata.

Le attività hanno previsto la sostituzione del braccio del sensore per la misura dell'altezza della neve, danneggiato durante l'inverno, e il download dell'intera serie di dati ambientali registrati dalla stazione.

Le AWS rappresentano uno degli strumenti più importanti dell'infrastruttura scientifica del progetto: operano in continuo durante tutto l'anno misurando temperatura dell'aria, umidità, vento, radiazione solare, precipitazioni e altre variabili meteorologiche indispensabili per interpretare il comportamento del ghiacciaio e validare modelli climatici e glaciologici.

Sei nuove paline per misurare la fusione del ghiacciaio

Parallelamente, un secondo gruppo di ricerca ha operato direttamente sulla superficie glaciale installando sei paline ablatometriche lungo il trekking, a circa 3.700 metri di quota.

Le paline sono state infisse manualmente nel ghiaccio mediante una trivella e costituiscono uno dei metodi più consolidati per lo studio dell'ablazione glaciale.

Al termine della spedizione verranno nuovamente misurate per quantificare l'abbassamento della superficie del ghiacciaio durante il periodo di osservazione. Integrate con i dati meteorologici raccolti dalle stazioni automatiche, queste misure consentono di stimare il bilancio di massa del ghiacciaio e di comprendere con maggiore precisione i processi che regolano l'evoluzione della criosfera.

Il monitoraggio dell'ablazione rappresenta infatti uno degli indicatori più efficaci per valutare gli effetti del riscaldamento climatico sui ghiacciai e sulle future disponibilità idriche alimentate dalla fusione nivale e glaciale.

Alla ricerca della biodiversità invisibile dei ghiacciai

Le attività di campo hanno riguardato anche la componente microbiologica della spedizione.

Francesca Pittino, Michele Di Biase e Loris Buzzi hanno raccolto i primi campioni biologici e di detrito sopraglaciale della campagna 2026.

Questi campionamenti permetteranno di studiare le comunità microbiche che vivono sulla superficie del ghiacciaio, organismi estremofili capaci di adattarsi a condizioni ambientali estreme e sempre più considerati indicatori sensibili dei cambiamenti ambientali.

L'analisi dei detriti superficiali consentirà inoltre di approfondire il ruolo delle polveri e dei sedimenti nel modificare l'albedo del ghiacciaio, influenzando la quantità di radiazione assorbita e, di conseguenza, i processi di fusione.

Verso il Campo Base dello Spantik

Nella mattinata di lunedì la spedizione ha lasciato il campo operativo per raggiungere il Campo Base dello Spantik (Golden Peak), situato a circa 4.300 metri di quota.

Da qui inizierà la fase successiva della missione scientifica, che porterà i ricercatori a operare nelle aree più elevate del ghiacciaio per proseguire il programma di osservazioni glaciologiche, meteorologiche, idrologiche e microbiologiche previsto dal progetto.

Ogni misura, ogni campione raccolto e ogni dato trasmesso dalla rete di monitoraggio contribuiscono ad ampliare una delle più importanti serie osservative disponibili nel Karakorum pakistano, fornendo informazioni essenziali per la ricerca scientifica internazionale e per una gestione sostenibile delle risorse idriche da cui dipendono milioni di persone a valle.


Spantik Lab – Mountain Laboratory for Climate Research è un progetto promosso nell’ambito del Progetto Water 4 Development (W4D) finanziato dal MAECI attraverso AICS e implementato da EvK2CNR in partnership con UNDP.




SPANTIK Lab 2026 advances into its operational phase with glacier monitoring, biological sampling and the ascent to Spantik Base Camp

The Italian scientific expedition is strengthening the long-term monitoring network on the Chogo Lungma Glacier while launching a new season of glaciological and microbiological research in Pakistan's Karakoram.

Following the successful maintenance of the monitoring infrastructure installed during previous field campaigns, the SPANTIK Lab 2026 expedition has entered its core operational phase on the Chogo Lungma Glacier.

Over the past three days, the multidisciplinary research team has carried out a series of complementary scientific activities combining meteorological observations, direct glaciological measurements and biological sampling. Together, these datasets will contribute to a better understanding of glacier evolution, cryosphere dynamics and the impacts of climate change on high-altitude water resources across the Karakoram.

Maintaining the glacier monitoring network

One field team reached the expedition's Automatic Weather Station (AWS) to perform scheduled maintenance operations.

Researchers replaced the damaged arm supporting the snow-depth sensor, which had been affected during the winter season, and downloaded a full year of environmental observations recorded by the station.

Automatic Weather Stations operate continuously throughout the year, providing high-frequency measurements of air temperature, humidity, wind, atmospheric pressure, solar radiation, precipitation and snow conditions. These observations are essential for interpreting glacier behaviour, validating numerical models and assessing long-term climatic trends in one of the world's highest mountain regions.

Measuring glacier melt with ablation stakes

At the same time, a second research team carried out direct glaciological surveys on the glacier.

Using a manual ice drill, scientists installed six ablation stakes along the trekking route at approximately 3,700 metres above sea level.

The stakes will be remeasured at the end of the expedition to quantify glacier surface melt during the observation period.

Combined with continuous meteorological observations, these measurements provide one of the most reliable methods for estimating glacier mass balance, evaluating glacier response to atmospheric conditions and improving our understanding of cryosphere evolution under a changing climate.

Investigating the hidden biodiversity of glacier ecosystems

The expedition also marked the beginning of the 2026 microbiological field campaign.

Francesca Pittino, Michele Di Biase and Loris Buzzi collected the first biological and supraglacial debris samples from the glacier surface.

These samples will support investigations into the microbial communities inhabiting one of Earth's most extreme environments and help researchers understand how microorganisms interact with glacier surfaces and environmental change.

The supraglacial debris will also be analysed to assess its influence on glacier albedo—the capacity of the ice surface to reflect solar radiation—which directly affects melt rates and glacier evolution.

The expedition moves to Spantik Base Camp

Early Monday morning, the SPANTIK Lab team departed for Spantik (Golden Peak) Base Camp, located at approximately 4,300 metres above sea level.

From there, the expedition will begin the next stage of its scientific programme, extending field operations to higher elevations and continuing meteorological, glaciological, hydrological and microbiological observations across the Chogo Lungma Glacier.

Every measurement, every biological sample and every environmental dataset collected during the expedition strengthens a long-term observational programme that is contributing to international research on mountain environments while supporting sustainable water resource management across the Karakoram.

Spantik Lab – Mountain Laboratory for Climate Research is a project under the Water 4 Development Project, funded by MAECI through AICS and implemented by EvK2CNR in partnership with UNDP.