Dal 19 settembre al 13 ottobre 2026, il Laboratorio-Osservatorio Internazionale Piramide a 5.050 metri nella valle del Khumbu, ospiterà una missione scientifica multidisciplinare coordinata dall’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara. Lo studio verificherà l’efficacia di un probiotico multiceppo nel contrastare la riduzione della saturazione di ossigeno durante l’esposizione all’ipossia ipobarica. Alla ricerca si affiancheranno un progetto culturale dedicato a Dario Fo e un’attività sociale rivolta ai bambini della DOCS Foundation Nepal.
Dal 19 settembre al 13 ottobre 2026 il Laboratorio-Osservatorio Internazionale Piramide “Ardito Desio” di EvK2 tornerà a essere sede di una missione scientifica internazionale dedicata allo studio delle risposte dell’organismo umano alla ridotta disponibilità di ossigeno.
Il progetto, intitolato “Pyramid 26 – Exploration and Physiology: Multisystem and Multiorgan Responses to Hypoxia in Human Adaptation of Different Geo-Origin”, coinvolgerà un’équipe multidisciplinare di ricercatori, medici, tecnici e studenti provenienti da numerose università e istituzioni italiane e internazionali.
Il programma è coordinato dall’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara, sotto l’egida del rettore, professor Liborio Stuppia. Ideatore, direttore scientifico, Principal Investigator e medico della spedizione è il professor Vittore Verratti, docente di Fisiologia e referente dell’Ateneo per gli studi di medicina e fisiologia di montagna.
L’obiettivo principale di Pyramid 26 sarà verificare l’efficacia del probiotico multiceppo OXXYSLAB nel contrastare la diminuzione della saturazione ossiemoglobinica durante l’esposizione all’ipossia ipobarica.
La saturazione periferica di ossigeno, indicata con la sigla SpO₂, esprime la percentuale di emoglobina che trasporta ossigeno nel sangue e rappresenta uno dei principali parametri utilizzati per osservare la risposta dell’organismo alla quota.
Con l’aumentare dell’altitudine, la pressione atmosferica diminuisce. La percentuale di ossigeno presente nell’aria rimane sostanzialmente invariata, ma si riduce la sua pressione parziale e, di conseguenza, la quantità di ossigeno disponibile per l’organismo. Questa condizione, definita ipossia ipobarica, determina una progressiva riduzione della SpO₂ e attiva numerose risposte fisiologiche necessarie all’acclimatamento.
Pyramid 26 riprodurrà il modello di trekking e di esposizione all’alta quota già utilizzato nella spedizione Pyramid 24, permettendo di osservare nuovamente l’andamento della saturazione durante la salita, l’acclimatamento, la permanenza in quota e il successivo rientro a Kathmandu.
Il nuovo studio sarà condotto su un campione più ampio: il numero dei partecipanti e la quantità di dati disponibili potranno arrivare fino al doppio rispetto alla precedente campagna. L’aumento della numerosità campionaria consentirà di rafforzare la potenza statistica dello studio e di verificare con maggiore affidabilità se l’effetto osservato nel 2024 possa essere confermato in un nuovo gruppo di partecipanti.
La nuova missione nasce dai risultati ottenuti durante Pyramid 24, quando la supplementazione con OXXYSLAB aveva mostrato un effetto favorevole nel preservare la saturazione di ossigeno durante l’esposizione a ipossia severa.
Lo studio aveva coinvolto sia persone provenienti da regioni di bassa quota sia soggetti appartenenti a popolazioni stabilmente residenti in alta montagna. I risultati hanno indicato una migliore conservazione dei livelli di SpO₂ nei partecipanti che avevano assunto il probiotico.
La ricerca, firmata da Vittore Verratti e collaboratori, è stata pubblicata nel 2026 sulla rivista scientifica internazionale iScience con il titolo “Probiotic supplementation preserves oxygen saturation during severe hypobaric hypoxia in lowland and high-altitude populations”.
Pyramid 26 avrà quindi il compito di sottoporre quel primo risultato a una nuova verifica sperimentale, utilizzando lo stesso modello di esposizione ma ampliando il campione e la quantità delle osservazioni.
Ottenere una replicazione su un nuovo gruppo di partecipanti rappresenterebbe un passaggio scientificamente rilevante: permetterebbe di valutare se l’effetto riscontrato durante Pyramid 24 sia riproducibile e sufficientemente solido dal punto di vista statistico.
Qualora i nuovi dati confermassero i risultati precedenti, la supplementazione probiotica potrebbe emergere come una possibile strategia non farmacologica di supporto all’acclimatamento. Si tratterebbe comunque di un punto di partenza per ulteriori ricerche, necessarie per comprenderne i meccanismi, definirne l’efficacia e valutarne l’eventuale applicabilità.
In prospettiva, i risultati potrebbero aprire la strada anche a studi specifici su persone affette da insufficienza respiratoria ipossiemica o da altre patologie caratterizzate da una ridotta disponibilità di ossigeno. Tali possibili applicazioni cliniche dovranno tuttavia essere oggetto di sperimentazioni dedicate e non possono essere direttamente dedotte dagli studi condotti su soggetti esposti all’alta quota.
Situato a 5.050 metri nella valle del Khumbu, all’interno del Sagarmatha National Park e ai piedi dell’Everest, il Laboratorio-Osservatorio Internazionale Piramide offre condizioni uniche per studiare l’organismo umano durante un’esposizione reale, progressiva e prolungata all’ipossia ipobarica.
A differenza degli studi realizzati in ambienti simulati, una missione in alta quota permette di osservare gli effetti combinati della riduzione dell’ossigeno, dello sforzo fisico, delle basse temperature, del cambiamento delle condizioni ambientali, del sonno e della permanenza prolungata in quota.
Il trekking verso la Piramide costituisce quindi una parte integrante del protocollo: i dati raccolti nelle diverse tappe consentiranno di seguire l’evoluzione delle risposte fisiologiche lungo l’intero processo di acclimatamento.
Dispositivi indossabili e sistemi di monitoraggio permetteranno di raccogliere dati durante la salita e la permanenza in quota. Alle misurazioni fisiologiche si affiancheranno analisi di campioni biologici, tra cui sangue, saliva e urine.
Accanto all’obiettivo primario relativo alla saturazione di ossigeno, Pyramid 26 svilupperà diverse linee di ricerca complementari per analizzare in modo integrato gli effetti dell’alta quota sull’organismo.
Saranno studiati gli adattamenti cardiorespiratori, cardiovascolari, metabolici, neurologici e cognitivi provocati dall’ipossia. Le indagini riguarderanno inoltre la respirazione, il sonno, la prestazione fisica, la percezione del dolore, la funzione visiva e la fisiologia cutanea.
Un’attenzione particolare sarà dedicata ai biomarcatori molecolari associati all’ipossia, allo stress ossidativo, alle variazioni del metabolismo e ai processi di comunicazione tra le cellule.
Saranno approfonditi anche i meccanismi legati all’Hypoxia-Inducible Factor 1 – HIF-1, uno dei principali sistemi attraverso i quali le cellule riconoscono la ridotta disponibilità di ossigeno e attivano risposte utili a fronteggiarla.
Le informazioni fisiologiche, cliniche e molecolari raccolte durante la missione saranno successivamente integrate attraverso metodologie statistiche avanzate. Le analisi potranno contribuire a individuare differenti profili individuali di risposta e a comprendere perché alcune persone si acclimatino più efficacemente di altre.
Il confronto tra partecipanti di diversa provenienza geografica e con una differente storia di esposizione alla quota consentirà inoltre di approfondire la distinzione tra acclimatamento, sviluppato dal singolo individuo nel corso di un’esposizione relativamente breve, e adattamento di lungo periodo nelle popolazioni che vivono stabilmente in alta montagna.
Lo studio dell’ipossia in alta quota non riguarda soltanto alpinisti, escursionisti o persone che vivono e lavorano in montagna.
Una ridotta ossigenazione dei tessuti caratterizza anche numerose condizioni cliniche. Comprendere i meccanismi attraverso i quali l’organismo reagisce alla carenza di ossigeno può quindi offrire indicazioni utili per la ricerca sulle patologie cardiovascolari e respiratorie, sull’ipertensione polmonare, sui disturbi del sonno e su altre condizioni associate all’ipossiemia.
Il Laboratorio Piramide si conferma così una piattaforma scientifica capace di collegare lo studio dell’essere umano negli ambienti estremi a temi di più ampio interesse medico e sanitario.
La realizzazione della missione sarà resa possibile dalle capacità scientifiche, tecniche e operative del Laboratorio-Osservatorio Internazionale Piramide, infrastruttura di ricerca d’alta quota di EvK2 in collaborazione con le istituzioni nepalesi.
EvK2 garantirà il coordinamento e il supporto logistico e operativo necessari allo svolgimento delle attività in una delle regioni più remote e complesse dell’Himalaya.
Per l’associazione saranno coinvolti Agostino Da Polenza, presidente e coordinatore di EvK2; la professoressa Annalisa Cogo, Vice presidente EvK2; e Gian Pietro Verza, guida alpina e responsabile tecnico del Laboratorio Piramide.
Il supporto alle attività in Nepal e alla gestione logistica sarà assicurato da Lila Dhar Bhandari, Managing Director di Going Nepal Pvt. Ltd., e da Suwas Bhandari, Co-Principal Investigator della Wenzhou Medical University. Valentina Tacconelli, direttrice di Hydra Viaggi, collaborerà all’organizzazione dei trasferimenti.
La missione ha ricevuto l’approvazione del Nepal Health Research Council – NHRC ed è sostenuta dalla Nepal Academy of Science and Technology – NAST. L’iniziativa gode inoltre del patrocinio della Società Italiana di Medicina di Montagna e del Club Alpino Italiano.
La spedizione sarà guidata da Vittore Verratti, Expedition Leader, direttore medico-scientifico e Principal Investigator.
La squadra dei Co-Investigator comprende Adriano Ardovino, professore di Filosofia dell’Università “G. d’Annunzio”; Alessandro Fassò, professore di Statistica dell’Università degli Studi di Bergamo; i medici Alessia Andrea Bellandi e Andrea Viscone dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo; Antonella Iadarola, dottoranda dell’Università di Genova; Domenico Caratozzolo, medico e dottorando dell’Università di Catania; Federica Ciampini, medico dell’Università Campus Bio-Medico di Roma; Federico Salfi, ricercatore dell’Università dell’Aquila; Guia Tagliapietra, dottoranda dell’Università di Losanna; l’oftalmologo Lucio Lobefalo; Manuel Marzola, dottorando dell’Università “G. d’Annunzio”; e Monica Bonfiglio, medico e docente a contratto dell’Università di Genova.
Partecipano inoltre gli studenti di Medicina dell’Università “G. d’Annunzio” Amalia Rossi, Marco Giura, Nicol Salvatore, Simone Vallese; il personale tecnico-scientifico Enzo Giallonardo, Giuseppe De Angelis e Renata Esposito; il giornalista e autore Stefano Ardito.
La composizione multidisciplinare del gruppo permetterà di affrontare lo studio dell’ipossia attraverso competenze fisiologiche, mediche, statistiche, neurologiche, oftalmologiche e metaboliche.
Alla ricerca scientifica si affiancherà “A Jester on Sagarmatha – A Tribute to Dario Fo”, progetto culturale realizzato in collaborazione con la Fondazione Dario Fo e Franca Rame in occasione del centenario della nascita del Premio Nobel, nato nel 1926.
Il progetto, riconosciuto tra le iniziative ufficiali delle celebrazioni del centenario, accompagnerà la spedizione lungo la valle del Khumbu attraverso momenti di teatro, musica dal vivo e letture sceniche, fino a un evento presso il Laboratorio Piramide.
Il programma culturale è coordinato dagli attori Giuseppe Borea, in arte Icks Borea, dal cantante Luca Romagnoli e dal cantautore Nicola Pomponi, in arte Setak. Collaborano al programma culturale anche Cesare Fabrizio e Lucia Sicuro.
L’omaggio si ispirerà ad alcuni dei temi centrali dell’opera di Dario Fo: l’ironia come strumento di libertà, il grammelot come linguaggio capace di superare le barriere culturali, l’attenzione agli ultimi e agli esclusi, la dignità della persona e la responsabilità civile.
La montagna diventerà così un palcoscenico naturale nel quale far dialogare due forme di esplorazione: quella scientifica, rivolta alle capacità di adattamento dell’organismo umano, e quella artistica e civile condotta da Dario Fo attraverso il linguaggio, l’ironia e l’impegno sociale.
La componente sociale del progetto si svolgerà a Kathmandu, presso la DOCS Foundation Nepal, con un laboratorio artistico rivolto ai bambini accolti dalla struttura.
Durante la permanenza del gruppo scientifico alla Piramide, Luca Romagnoli, Nicola Pomponi e Giuseppe Borea accompagneranno i bambini in un percorso dedicato alla musica, alla scrittura, alla recitazione e alla narrazione.
Il laboratorio porterà alla creazione di canzoni originali nate dall’incontro tra lingue, culture, emozioni e storie personali. Il percorso teatrale si concluderà con la rappresentazione di un testo di Dario Fo, offrendo ai partecipanti un’esperienza di espressione, creatività e inclusione.
Al rientro della squadra scientifica è previsto un concerto a Kathmandu, durante il quale saranno eseguite alcune canzoni legate all’opera di Dario Fo insieme ai brani composti con i bambini nepalesi.
Con Pyramid 26, il Laboratorio Piramide torna a essere non soltanto un luogo di ricerca scientifica in condizioni estreme, ma anche uno spazio di cooperazione e incontro tra persone, discipline e culture.
Dallo studio dell’ossigeno al linguaggio universale del teatro, la missione riunisce scienza, esplorazione, arte e solidarietà intorno a un unico grande tema: la capacità dell’essere umano di rispondere, adattarsi e costruire relazioni anche nelle condizioni più complesse.
From 19 September to 13 October 2026, the International Pyramid Laboratory-Observatory, located at 5,050 metres in Nepal’s Khumbu Valley, will host a multidisciplinary scientific mission coordinated by the “Gabriele d’Annunzio” University of Chieti-Pescara. The study will assess the effectiveness of a multi-strain probiotic in counteracting the decline in oxygen saturation during exposure to hypobaric hypoxia. The scientific research will be accompanied by a cultural project dedicated to Dario Fo and a social initiative for children supported by the DOCS Foundation Nepal. From 19 September to 13 October 2026, the EvK2 “Ardito Desio” International Pyramid Laboratory-Observatory will once again host an international scientific mission dedicated to studying how the human body responds to reduced oxygen availability. The project, entitled “Pyramid 26 – Exploration and Physiology: Multisystem and Multiorgan Responses to Hypoxia in Human Adaptation of Different Geo-Origin,” will involve a multidisciplinary team of researchers, physicians, technicians and students from numerous Italian and international universities and institutions. The programme is coordinated by the “Gabriele d’Annunzio” University of Chieti-Pescara under the auspices of its Rector, Professor Liborio Stuppia. The project’s creator, Scientific Director, Principal Investigator and Expedition Physician is Professor Vittore Verratti, Professor of Physiology and the University’s representative for mountain medicine and physiology studies. The primary objective of Pyramid 26 will be to assess the effectiveness of the OXXYSLAB multi-strain probiotic in counteracting the decline in oxyhaemoglobin saturation during exposure to hypobaric hypoxia. Peripheral oxygen saturation, referred to as SpO₂, indicates the percentage of haemoglobin carrying oxygen in the blood and is one of the main parameters used to monitor the body’s response to altitude. As altitude increases, atmospheric pressure decreases. The percentage of oxygen in the air remains essentially unchanged, but its partial pressure—and consequently the amount of oxygen available to the body—decreases. This condition, known as hypobaric hypoxia, causes a progressive reduction in SpO₂ and triggers numerous physiological responses required for acclimatisation. Pyramid 26 will replicate the trekking and high-altitude exposure model used during the Pyramid 24 expedition, making it possible to monitor oxygen saturation once again throughout the ascent, acclimatisation, stay at altitude and subsequent return to Kathmandu. The new study will involve a larger sample: both the number of participants and the amount of available data could be up to twice those of the previous campaign. Increasing the sample size will strengthen the study’s statistical power and make it possible to establish more reliably whether the effect observed in 2024 can be confirmed in a new group of participants. The new mission builds on the results obtained during Pyramid 24, when supplementation with OXXYSLAB showed a beneficial effect in preserving oxygen saturation during exposure to severe hypoxia. The study involved both people from low-altitude regions and individuals belonging to populations permanently residing at high altitude. The results showed better preservation of SpO₂ levels among participants who had taken the probiotic. The research, authored by Vittore Verratti and colleagues, was published in 2026 in the international scientific journal iScience under the title “Probiotic supplementation preserves oxygen saturation during severe hypobaric hypoxia in lowland and high-altitude populations.” Pyramid 26 will therefore put this initial finding to a new experimental test, using the same exposure model but involving a larger sample and a greater number of observations. Replicating the result in a new group of participants would represent a scientifically significant step, as it would make it possible to assess whether the effect observed during Pyramid 24 is reproducible and sufficiently robust from a statistical perspective. Should the new data confirm the previous results, probiotic supplementation could emerge as a potential non-pharmacological strategy to support acclimatisation. However, this would still represent a starting point for further research aimed at understanding the underlying mechanisms, determining its effectiveness and assessing its potential applicability. In the longer term, the findings could also pave the way for specific studies involving people affected by hypoxaemic respiratory failure or other conditions characterised by reduced oxygen availability. These potential clinical applications would, however, require dedicated trials and cannot be inferred directly from studies conducted on individuals exposed to high altitude. Located at 5,050 metres in the Khumbu Valley, within Sagarmatha National Park and at the foot of Mount Everest, the International Pyramid Laboratory-Observatory offers unique conditions for studying the human body during real, progressive and prolonged exposure to hypobaric hypoxia. Unlike studies conducted in simulated environments, a high-altitude mission makes it possible to observe the combined effects of reduced oxygen availability, physical exertion, low temperatures, changing environmental conditions, sleep and prolonged stays at altitude. The trek to the Pyramid is therefore an integral part of the protocol: data collected during the various stages will make it possible to monitor the development of physiological responses throughout the acclimatisation process. Wearable devices and monitoring systems will be used to collect data during the ascent and the stay at altitude. Physiological measurements will be complemented by analyses of biological samples, including blood, saliva and urine. Alongside its primary objective concerning oxygen saturation, Pyramid 26 will pursue several complementary lines of research to provide an integrated analysis of the effects of high altitude on the human body. The study will examine the cardiorespiratory, cardiovascular, metabolic, neurological and cognitive adaptations caused by hypoxia. Investigations will also focus on breathing, sleep, physical performance, pain perception, visual function and skin physiology. Particular attention will be paid to molecular biomarkers associated with hypoxia, oxidative stress, metabolic changes and cell-to-cell communication processes. The mechanisms associated with Hypoxia-Inducible Factor 1 – HIF-1 will also be explored. HIF-1 is one of the main systems through which cells detect reduced oxygen availability and activate responses that help them cope with it. The physiological, clinical and molecular data collected during the mission will subsequently be integrated using advanced statistical methods. The analyses may help identify different individual response profiles and improve understanding of why some people acclimatise more effectively than others. Comparing participants from different geographical backgrounds and with different histories of altitude exposure will also help clarify the distinction between acclimatisation, which develops in an individual during a relatively short period of exposure, and the long-term adaptation found in populations permanently residing at high altitude. The study of high-altitude hypoxia is not relevant only to mountaineers, trekkers or people who live and work in mountainous regions. Reduced tissue oxygenation also characterises numerous clinical conditions. Understanding the mechanisms through which the body responds to oxygen deprivation may therefore provide valuable insights for research into cardiovascular and respiratory diseases, pulmonary hypertension, sleep disorders and other conditions associated with hypoxaemia. The Pyramid Laboratory thus confirms its role as a scientific platform capable of connecting the study of human beings in extreme environments with issues of broader medical and public-health relevance. The mission will be made possible by the scientific, technical and operational capabilities of the International Pyramid Laboratory-Observatory, EvK2’s high-altitude research infrastructure operated in collaboration with Nepalese institutions. EvK2 will provide the coordination and logistical and operational support required to carry out the activities in one of the most remote and complex regions of the Himalayas. The association will be represented by Agostino Da Polenza, President and Coordinator of EvK2; Professor Annalisa Cogo, Vice President of EvK2; and Gian Pietro Verza, mountain guide and Technical Manager of the Pyramid Laboratory. Support for the activities in Nepal and their logistical management will be provided by Lila Dhar Bhandari, Managing Director of Going Nepal Pvt. Ltd., and Suwas Bhandari, Co-Principal Investigator at Wenzhou Medical University. Valentina Tacconelli, Director of Hydra Viaggi, will assist with travel arrangements. The mission has received approval from the Nepal Health Research Council – NHRC and is supported by the Nepal Academy of Science and Technology – NAST. The initiative is also endorsed by the Italian Society of Mountain Medicine and the Italian Alpine Club. The expedition will be led by Vittore Verratti, Expedition Leader, Medical and Scientific Director and Principal Investigator. The Co-Investigator team includes Adriano Ardovino, Professor of Philosophy at the “G. d’Annunzio” University; Alessandro Fassò, Professor of Statistics at the University of Bergamo; physicians Alessia Andrea Bellandi and Andrea Viscone from Papa Giovanni XXIII Hospital in Bergamo; Antonella Iadarola, PhD candidate at the University of Genoa; Domenico Caratozzolo, physician and PhD candidate at the University of Catania; Federica Ciampini, physician at Campus Bio-Medico University of Rome; Federico Salfi, researcher at the University of L’Aquila; Guia Tagliapietra, PhD candidate at the University of Lausanne; ophthalmologist Lucio Lobefalo; Manuel Marzola, PhD candidate at the “G. d’Annunzio” University; and Monica Bonfiglio, physician and Adjunct Professor at the University of Genoa. The team will also include medical students from the “G. d’Annunzio” University—Amalia Rossi, Marco Giura, Nicol Salvatore and Simone Vallese—as well as technical and scientific staff members Enzo Giallonardo, Giuseppe De Angelis and Renata Esposito, and journalist and author Stefano Ardito. The team’s multidisciplinary composition will enable the study of hypoxia through expertise in physiology, medicine, statistics, neurology, ophthalmology and metabolism. The scientific research will be accompanied by “A Jester on Sagarmatha – A Tribute to Dario Fo,” a cultural project developed in collaboration with the Dario Fo and Franca Rame Foundation to mark the centenary of the Nobel Prize laureate’s birth in 1926. Recognised as one of the official initiatives forming part of the centenary celebrations, the project will accompany the expedition through the Khumbu Valley with theatre performances, live music and staged readings, culminating in an event at the Pyramid Laboratory. The cultural programme is coordinated by actor Giuseppe Borea, known professionally as Icks Borea, singer Luca Romagnoli and singer-songwriter Nicola Pomponi, known professionally as Setak. Cesare Fabrizio and Lucia Sicuro will also contribute to the cultural programme. The tribute will draw inspiration from some of the central themes of Dario Fo’s work: irony as an instrument of freedom; grammelot as a language capable of overcoming cultural barriers; attention to marginalised and excluded people; human dignity; and civic responsibility. The mountains will thus become a natural stage on which two forms of exploration can enter into dialogue: scientific exploration, focused on the human body’s ability to adapt, and the artistic and civic exploration conducted by Dario Fo through language, irony and social engagement. The social component of the project will take place in Kathmandu at the DOCS Foundation Nepal, where an artistic workshop will be organised for children supported by the organisation. While the scientific team is based at the Pyramid, Luca Romagnoli, Nicola Pomponi and Giuseppe Borea will guide the children through a programme focusing on music, writing, acting and storytelling. The workshop will lead to the creation of original songs inspired by the encounter between languages, cultures, emotions and personal stories. The theatre programme will conclude with a performance of a text by Dario Fo, offering participants an experience centred on expression, creativity and inclusion. Upon the scientific team’s return, a concert will be held in Kathmandu featuring songs connected with Dario Fo’s work alongside pieces composed with the Nepalese children. With Pyramid 26, the Pyramid Laboratory will once again become not only a place for scientific research under extreme conditions, but also a space for cooperation and exchange among people, disciplines and cultures. From the study of oxygen to the universal language of theatre, the mission brings together science, exploration, art and solidarity around a single overarching theme: the human capacity to respond, adapt and build relationships even under the most challenging conditionsA new study on oxygen saturation
From Pyramid 24 to Pyramid 26
The Pyramid as a natural laboratory
Multisystem and multiorgan research
From mountain medicine to potential clinical applications
The role of EvK2
A multidisciplinary team
“A Jester on Sagarmatha”: a tribute to Dario Fo
Art and inclusion at the DOCS Foundation Nepal