È stato pubblicato oggi sulla prestigiosa rivista scientifica Climate (MDPI) un articolo di ricerca fondamentale per la comprensione del ciclo idrologico in High Mountain Asia (HMA), la regione nota come “Terzo Polo” e cruciale per l’approvvigionamento idrico di quasi due miliardi di persone. Lo studio, intitolato “Intercomparison of Gauge-Based, Reanalysis and Satellite Gridded Precipitation Datasets in High Mountain Asia: Insights from Observations and Discharge Data”, è stato realizzato da un team di ricercatori dell’Università degli Studi di Milano, con il fondamentale supporto dei dati e delle infrastrutture del Progetto “Water for Development”, finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale attraverso l'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e implementato da EvK2CNR Italia in partenariato con UNDP
Il Contesto e l’Importanza della Ricerca
Stimare con precisione le precipitazioni in regioni montuose remote e ad alta quota come l’Himalaya, il Karakoram e l’Altopiano Tibetano è una sfida scientifica complessa, a causa della scarsità di stazioni meteorologiche a terra. Tuttavia, dati affidabili sono essenziali per gestire le risorse idriche, prevedere rischi naturali e studiare gli impatti dei cambiamenti climatici. Questo studio fornisce per la prima volta una valutazione esaustiva e su larga scala delle prestazioni dei principali dataset di precipitazione disponibili per l’intera regione, offrendo linee guida preziose per la comunità scientifica e per i decisori.
La Metodologia e i Dati del Progetto “Water for Development”
La ricerca ha confrontato cinque tra i più utilizzati dataset di precipitazione a griglia: due rianalisi(ERA5 e HARv2), due basati su stazioni a terra (GPCC e APHRODITE) e uno derivato da satelliti(PERSIANN-CDR), nel periodo 1983-2007. La novità metodologica risiede nell’approccio di validazione duplice:
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Confronto con le osservazioni dirette di stazioni meteorologiche.
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Valutazione idrologica su scala di bacino, confrontando le precipitazioni simulate con la portata osservata dei fiumi. Quest’ultima analisi, particolarmente innovativa e robusta, è stata resa possibile grazie alla disponibilità di dati idrometrici di alta qualità raccolti e curati nell’ambito del progetto “Water for Development”.
Risultati e Conclusioni Principali
Lo studio rivela differenze significative tra i prodotti analizzati:
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I dataset di rianalisi (ERA5 e HARv2) catturano meglio la complessa distribuzione spaziale delle precipitazioni, specialmente lungo i pendii himalayani e del Kunlun, mostrando una maggiore sensibilità all’altitudine. ERA5, in particolare, si distingue come il prodotto più affidabile per la coerenza idrologica, mostrando il minor errore nel riprodurre la portata osservata dei fiumi su scala di bacino.
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I dataset basati su stazioni a terra (GPCC, APHRODITE) e quello satellitare (PERSIANN-CDR) tendono a sottostimare le precipitazioni, soprattutto nelle aree più elevate e remote, producendo campi spaziali più “lisci” e meno realistici dal punto di vista orografico. APHRODITE è risultato il prodotto con le performance idrologiche più deboli.
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Non esiste un dataset ottimale per tutte le applicazioni. La scelta deve dipendere dall’obiettivo:
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Per modellistica idrologica su larga scala in regioni con scarse osservazioni, i prodotti di rianalisi (soprattutto ERA5) offrono il miglior compromesso tra realismo spaziale e coerenza idrologica.
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Per studi di climatologia locale in aree ben strumentalizzate, i dataset basati su stazioni possono essere appropriati.
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I prodotti di rianalisi ad alta risoluzione (come HARv2) sono invece ideali per studi di processi fisici dettagliati in montagna.
Il Ruolo Fondamentale di EvK2CNR e di “Water for Development”
“Questo importante risultato scientifico – dichiara un portavoce di EvK2CNR – sottolinea il valore strategico degli investimenti in monitoraggio ambientale di alta quota a lungo termine. Il progetto ‘Water for Development’, con la sua rete di stazioni idrometeorologiche e la raccolta sistematica di dati nelle regioni himalayane, ha fornito il fondamentale ‘ground truth’ necessario per validare e migliorare i prodotti climatici globali. Senza questi dati ‘sul campo’, studi così rigorosi e utili per la gestione sostenibile delle risorse idriche non sarebbero possibili”.
La pubblicazione conferma l’impegno dell’Associazione EvK2CNR nel promuovere ricerca scientifica di eccellenza e nel fornire strumenti concreti per affrontare le sfide legate ai cambiamenti climatici e alla sicurezza idrica nelle regioni montane più critiche del pianeta.