Nelle ultime settimane il Pakistan è emerso come uno degli attori diplomatici più rilevanti nel tentativo di favorire una de-escalation nella crescente tensione tra Iran, Stati Uniti e Israele. In un contesto internazionale segnato da forte polarizzazione e da rischi di escalation militare regionale, Islamabad ha promosso iniziative di dialogo e facilitato contatti diplomatici indiretti tra le parti coinvolte.
Il ruolo assunto dal Pakistan non è casuale. Esso è il risultato di una combinazione di fattori storici, geopolitici e strategici anche militari, essendo l’unico paese islamico in possesso di deterrenza nucleare, che rendono il Paese uno dei pochi attori regionali in grado di dialogare contemporaneamente con Washington, Teheran, le principali potenze del Golfo e con la confinante Cina, con la quale mantiene una postura collaborativa, anche se vigile.
Un ponte geopolitico tra Medio Oriente, Asia centrale e Asia meridionale
La posizione geografica del Pakistan lo colloca in uno dei punti più sensibili della geopolitica globale. Il Paese si trova infatti all’incrocio tra Medio Oriente, Asia centrale e Asia e condivide un lungo confine (900 km) con l’Iran, oltre a relazioni storiche con i Paesi arabi del Golfo con le quali ha recentemente stipulato accordi per la difesa nucleare.
Questa collocazione lo rende un attore naturalmente interessato alla stabilità regionale. Una crisi militare tra Iran, Stati Uniti e Israele che si ampli su larga scala avrebbe effetti diretti e destabilizzanti sull’intera regione, dalle rotte energetiche del Golfo Persico fino alla stabilità geopolitica e alla sicurezza.
Per Islamabad la stabilità dell’area è quindi, da sempre, una questione di interesse strategico vitale.
Relazioni con tutte le parti in causa
Un elemento decisivo che ha favorito il ruolo di mediazione pakistano è la sua capacità di mantenere rapporti diplomatici con tutte le parti coinvolte.
Il Pakistan ha storicamente intrattenuto relazioni strette con gli Stati Uniti anche nel periodo successivo agli attentati dell’11 settembre, quando il Paese ha svolto un ruolo chiave nelle operazioni internazionali in Afghanistan e successivamente esercitando un ruolo di contenimento del terrorismo talebano.
Parallelamente Islamabad ha sempre mantenuto canali aperti con l’Iran, con cui condivide il confine del Balochistan. A tratti turbolento per questioni tribali di confine.
In controluce, l’attuale attivismo diplomatico pakistano mira anche a limitare lo spazio diplomatico dell’India, tradizionale rivale regionale, che mantiene buoni rapporti sia con Israele che con l’Iran.
La scelta di promuovere la de-escalation risponde anche a esigenze interne. Il Pakistan è un Paese caratterizzato da una complessa composizione religiosa, politica e tribale e un conflitto su larga scala nel vicino Iran avrebbe certo ripercussioni sulla stabilità interna.
Oltre un secolo di relazioni tra Italia e Pakistan
Il rapporto tra Italia e Pakistan affonda le sue radici in una tradizione di esplorazione scientifica, cooperazione culturale e cooperazione che dura da oltre un secolo.
Luigi Amedeo di Savoia-Aosta, il Duca degli Abruzzi, nel 1909 guidò una storica spedizione scientifica nel Karakorum compì un’impresa straordinaria di conoscenza geografica e cartografica e individuò quello che ancora oggi è il percorso più utilizzato per la salita del K2, lo Sperone Abruzzi.
Nel 1954 arrivò con la storica conquista del K2 da parte della spedizione italiana guidata dal geologo Ardito Desio. Una grande “conquista” come si usava dire allora, rappresentò una delle grandi imprese scientifiche e alpinistiche del Novecento. Ma soprattutto consolidò un rapporto di fiducia e collaborazione tra l’Italia e le popolazioni delle regioni settentrionali del Pakistan, in particolare quelle del Gilgit-Baltistan.
Un protagonista del dialogo scientifico tra Pakistan e Italia fu Abdus Salam, premio Nobel per la fisica nel 1979. Salam fondò a Trieste l’International Centre for Theoretical Physics, uno dei più importanti centri scientifici internazionali dedicati alla cooperazione tra ricercatori dei Paesi sviluppati e quelli del mondo in via di sviluppo.
La costruzione negli anni 70 della diga di Tarbela una delle più grandi dell’Asia, la fabbrica di trattori Fiat che ancora si vedono nelle campagne del Pakistan, non sono solo esempi di un passato di collaborazione ma di un riconoscimento ancora attuale della stima pakistana verso l’Italia.
Su questa lunga tradizione si innesta, a partire dagli anni Novanta, l’esperienza di EvK2CNR, una organizzazione che ha sviluppato un modello di cooperazione scientifica-ambientale e allo sviluppo, unica. L’Associazione riunisce università italiane, istituti del Consiglio Nazionale delle Ricerche e imprese tecnologiche, e opera da oltre trent’anni nelle regioni settentrionali del Pakistan con programmi di ricerca, formazione e sviluppo sostenibile in collaborazione con l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS).
EvK2CNR nel corso della sua consolidata presenza e attività nel paese ha ottenuto risultati tangibili e una governance condivisa, offrendo un modello di cooperazione efficace, raggiungendo risultati ragguardevoli in diversi settori:
Pianificazione Ambientale e Istituzionale: EvK2CNR ha collaborato attivamente con i governi federale e regionale per la creazione e il management di Parchi Nazionali come il Central Karakorum National Park, il Parco del Deosai e il Corridor tra i due, 20.000 kmq. di aree protette.
Leadership Scientifica su temi strategici globali come l'acqua e il clima gestione della risorsa idrica strategica: realizzazione del primo il “Glaciers Inventory of Pakistan”, il primo inventario completo dei ghiacciai del Pakistan, realizzato in collaborazione con Ministero degli Affari Esteri AICS, il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) e le Università di Milano e Cagliari. utilizzando tecnologie all’avanguardia come immagini satellitari dell’Agenzia Spaziale Europea, droni e rilevamenti sul campo. Questo lavoro rappresenta una risorsa scientifica di enorme valore per lo studio del cambiamento climatico e per la gestione delle risorse idriche di una regione da cui dipendono i grandi sistemi fluviali dell’Asia.
EvK2CNR sta lavorando a progetti innovativi come "Water for Development"per la gestione integrata del ciclo dell’acqua sia per l'agricoltura, che come fonte di energia o per gli usi domestici le attività economiche; ma sta anche definendo nuove progettualità come: “Eco-tourism for Development as Climate Sentinel": un'iniziativa, in collaborazione con UNDP, a favore delle montagne del Pakistan (oltre 200.000 km²) e volto a promuovere l’ecoturismo e la rigenerazione ambientale. L’iniziativa è destinata a essere finanziata dal Fondo Italiano per il Clima.
Il Terzo Polo e le sfide del XXI secolo
Oggi le montagne dell’Hindu Kush–Karakoram–Himalaya rappresentano una delle principali sentinelle del cambiamento climatico globale. La gestione delle risorse idriche, la stabilità dei ghiacciai e la resilienza delle comunità montane sono questioni che intrecciano scienza, sviluppo e sicurezza internazionale.
Le Nazioni Unite hanno dichiarato il 2025 Anno Internazionale della Preservazione dei Ghiacciai, offrendo una piattaforma per ampliare le azioni di conservazione. In questo scenario il Pakistan si pone come protagonista anche nella tutela di uno degli ecosistemi più delicati e strategici del pianeta.
Ne è testimonianza il recente intervento del Ministro pakistano per il Cambiamento Climatico Musadik Masood Malik durante la plenaria dell’Arctic Circle Forum Rome il 3 marzo 2026. Il Ministro ha sottolineato che per il Pakistan la crisi climatica non rappresenti una minaccia futura ma una realtà già drammaticamente presente, con lo scioglimento dei ghiacciai e le alluvioni devastanti che hanno colpito il Paese.
Durante il suo discorso il Ministro ha proposto anche diverse iniziative innovative per fornteggiare la crisi climatica, fra cui una “Virtual Green University” e un “Climate Risk Capital Fund” per finanziare giovani imprenditori nel settore delle tecnologie climatiche.
Il simbolo del K2 e una lunga storia di relazioni
Il K2, la seconda montagna più alta della Terra e simbolo della grande stagione dell’alpinismo e della ricerca scientifica italiana, rappresenta ancora oggi un potente elemento di connessione culturale tra i due Paesi.