Comprendere come la qualità dell’aria all’interno delle abitazioni influisca sulla salute delle popolazioni che vivono in alta quota. È questo l’obiettivo della nuova attività di ricerca in corso nella Thalay Valley, nel Gilgit-Baltistan pakistano.
Lo studio è condotto da Guia Tagliapietra, dottoranda presso l’Università di Losanna, sotto la supervisione scientifica della professoressa Annalisa Cogo, presidente del Consiglio scientifico di EvK2CNR.
La ricerca si concentra sulle comunità che vivono tra i 2.500 e i 4.500 metri di quota, in un territorio nel quale le condizioni climatiche e ambientali rendono necessario l’utilizzo di stufe e sistemi tradizionali di combustione per cucinare e riscaldare gli ambienti domestici.
In abitazioni spesso scarsamente ventilate, l’impiego di determinati combustibili può provocare l’accumulo di sostanze inquinanti, particolato e monossido di carbonio, esponendo gli abitanti a possibili conseguenze per la salute respiratoria.
Durante le attività sul campo, gli abitanti della Thalay Valley vengono sottoposti a test non invasivi finalizzati alla valutazione della funzionalità polmonare e della meccanica respiratoria.
Le ricercatrici somministrano inoltre questionari sullo stato di salute e raccolgono informazioni sulle caratteristiche delle abitazioni, sui sistemi di riscaldamento e sui combustibili utilizzati per cucinare e riscaldare gli ambienti.
Parallelamente, con il supporto e la partecipazione delle comunità locali, vengono effettuate misurazioni della qualità dell’aria all’interno di una serie di abitazioni campione distribuite lungo la valle.
Il monitoraggio ambientale consente di rilevare le condizioni dell’aria indoor, comprese le concentrazioni di monossido di carbonio, e di stimare l’esposizione personale degli abitanti agli inquinanti presenti negli ambienti domestici.
L’inquinamento generato dai sistemi di combustione domestica non riguarda soltanto la qualità dell’aria respirata all’interno delle abitazioni. La combustione incompleta di legna, carbone, residui agricoli e altri combustibili può infatti produrre anche black carbon, una componente del particolato fine che può avere conseguenze sia sulla salute umana sia sul clima.
Negli ambienti domestici, l’esposizione al particolato contenente black carbon può contribuire agli effetti dell’inquinamento atmosferico sull’apparato respiratorio. Una volta emesse all’esterno, queste particelle possono essere trasportate dalle correnti atmosferiche anche verso le aree montane e glaciali.
Quando si deposita sulla neve e sul ghiaccio, il black carbon ne scurisce la superficie e ne riduce l’albedo, cioè la capacità di riflettere la radiazione solare. La superficie assorbe così una maggiore quantità di energia, favorendo il riscaldamento e contribuendo potenzialmente ad accelerare la fusione della neve e dei ghiacciai.
In una regione come il Gilgit-Baltistan, dove le comunità dipendono fortemente dalle risorse idriche di origine nivale e glaciale, qualità dell’aria, salute respiratoria, sistemi energetici domestici e cambiamento climatico risultano quindi strettamente interconnessi.
Sebbene la ricerca in corso sia specificamente focalizzata sulla relazione tra qualità dell’aria indoor, esposizione personale e salute respiratoria, essa si inserisce in un quadro scientifico più ampio, nel quale le emissioni prodotte dalla combustione rappresentano una questione rilevante anche per l’ambiente e il clima delle regioni montane.
Per il monitoraggio viene utilizzato IHEMS2, il sistema portatile sviluppato da Proambiente nell’ambito del progetto Water4Development.
La tecnologia permette di eseguire misurazioni direttamente all’interno delle abitazioni e di integrare i dati ambientali con le valutazioni fisiologiche e le informazioni raccolte attraverso i questionari.
L’utilizzo di uno strumento nato nell’ambito di Water4Development non implica che lo studio sanitario faccia parte del progetto: IHEMS2 rappresenta, in questo caso, una tecnologia messa a disposizione della ricerca scientifica condotta dalle università coinvolte.
L’integrazione tra parametri ambientali, esposizione individuale e indicatori fisiologici consentirà di approfondire la relazione tra inquinamento domestico e salute respiratoria nelle popolazioni che vivono in alta quota.
La ricerca rappresenta inoltre un’importante occasione di collaborazione con gli abitanti della Thalay Valley, il cui coinvolgimento è essenziale per raccogliere dati attendibili e sviluppare una conoscenza più approfondita delle condizioni ambientali e sanitarie delle comunità montane.
Dalla qualità dell’aria nelle abitazioni alla salute delle persone, fino ai possibili effetti sugli ecosistemi glaciali, lo studio contribuisce così a evidenziare quanto siano strettamente connesse le dimensioni ambientali, climatiche e sanitarie della vita in alta quota.
Understanding how indoor air quality affects the health of people living at high altitude is the objective of a new research activity currently underway in the Thalay Valley, in Pakistan’s Gilgit-Baltistan region. The study is being conducted by Guia Tagliapietra, a PhD candidate at the University of Lausanne, under the scientific supervision of Professor Annalisa Cogo, Chair of EvK2CNR’s Scientific Council. The research focuses on communities living between 2,500 and 4,500 metres above sea level, in an area where climatic and environmental conditions make the use of stoves and traditional combustion systems essential for cooking and heating homes. In dwellings that are often poorly ventilated, the use of certain fuels can lead to the accumulation of pollutants, particulate matter and carbon monoxide, potentially affecting residents’ respiratory health. During the field activities, residents of the Thalay Valley are undergoing non-invasive tests to assess pulmonary function and respiratory mechanics. The researchers are also administering health questionnaires and collecting information about housing conditions, heating systems and the fuels used for cooking and heating. At the same time, with the support and active participation of local communities, indoor air quality measurements are being carried out in a sample of homes distributed throughout the valley. The environmental monitoring activities make it possible to assess indoor air conditions, including carbon monoxide concentrations, and to estimate residents’ personal exposure to pollutants found inside their homes. Pollution generated by household combustion systems does not only affect the air people breathe inside their homes. The incomplete combustion of wood, coal, agricultural residues and other fuels can also produce black carbon, a component of fine particulate matter that can have consequences for both human health and the climate. Indoors, exposure to particulate matter containing black carbon can contribute to the effects of air pollution on the respiratory system. Once released outdoors, these particles can be transported by atmospheric currents towards mountain and glacial areas. When black carbon settles on snow and ice, it darkens the surface and reduces its albedo—its ability to reflect solar radiation. The surface consequently absorbs more energy, promoting warming and potentially accelerating the melting of snow and glaciers. In a region such as Gilgit-Baltistan, where communities depend heavily on water resources originating from snow and glaciers, air quality, respiratory health, household energy systems and climate change are therefore closely interconnected. Although the current research specifically focuses on the relationship between indoor air quality, personal exposure and respiratory health, it is part of a broader scientific context in which emissions from combustion are also highly relevant to the environment and climate of mountain regions. The monitoring activities use IHEMS2, a portable system developed by Proambiente within the Water4Development project. The technology allows measurements to be taken directly inside homes and enables environmental data to be integrated with physiological assessments and information collected through questionnaires. The use of a system developed within Water4Development does not mean that the health study itself is part of the project. In this context, IHEMS2 is a technology made available to support the scientific research conducted by the universities involved. Combining environmental parameters, individual exposure data and physiological indicators will provide a deeper understanding of the relationship between household air pollution and respiratory health among people living at high altitude. The research also represents an important opportunity for collaboration with the inhabitants of the Thalay Valley, whose involvement is essential for collecting reliable data and developing a more comprehensive understanding of the environmental and health conditions experienced by mountain communities. From indoor air quality and human health to the potential effects on glacial ecosystems, the study highlights how closely interconnected the environmental, climatic and health dimensions of life at high altitude are. Respiratory health and indoor air quality: a new EvK2CNR mission among the high-altitude communities of the Thalay Valley
Non-invasive tests and household monitoring
From indoor air pollution to glacier melt
IHEMS2: connecting environment, exposure and health