La cooperazione internazionale è come una spedizione alpinistica, le parole di Batori in apertura a COOPERA 2026


Roma – 26 maggio 2006. Si è aperta oggi a Roma COOPERA 2026, il principale appuntamento italiano dedicato alla cooperazione internazionale, promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e ospitato tra l’Auditorium della Conciliazione e le Corsie Sistine.

Per EvK2CNR la partecipazione a questo evento rappresenta un momento particolarmente significativo. Da oltre trent’anni, infatti, l’Associazione sviluppa progetti di ricerca scientifica, cooperazione ambientale e sviluppo sostenibile grazie anche al supporto dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), con attività consolidate in Pakistan, Nepal e nelle regioni montane dell’Himalaya e del Karakorum.

La giornata inaugurale è stata aperta dagli interventi istituzionali del Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani e del Viceministro Edmondo Cirielli, che hanno ribadito il ruolo strategico della cooperazione internazionale italiana nel quadro del Piano Mattei, sottolineando il valore delle partnership territoriali, della solidarietà internazionale e della collaborazione tra istituzioni, enti locali, università, imprese e società civile.

Particolarmente rilevante per il mondo della cooperazione scientifica e operativa è stato l’intervento di Carlo Batori, Vicedirettore Generale e Direttore Centrale per gli interventi di cooperazione allo sviluppo della DGCS-MAECI, intervenuto nel panel dedicato all’evoluzione della cooperazione internazionale.

Nel suo intervento, Batori ha evidenziato come la cooperazione stia attraversando una fase di profonda trasformazione, sempre più orientata verso strumenti innovativi, partenariati multilivello e modelli integrati capaci di coinvolgere istituzioni finanziarie, organizzazioni internazionali, imprese private e società civile.

Tra i temi centrali affrontati:

  • il crescente utilizzo di strumenti finanziari innovativi come il blending;
  • il ruolo strategico di Cassa Depositi e Prestiti nello sviluppo dei progetti internazionali;
  • il coordinamento con Banca Mondiale e United Nations Development Programme;
  • il coinvolgimento del settore privato nei programmi di sostenibilità e infrastrutture;
  • il rafforzamento delle sinergie operative con le ONG e le organizzazioni della società civile.

Un approccio che riflette in modo diretto anche il modello operativo sviluppato negli anni da EvK2CNR, basato sull’integrazione tra ricerca scientifica, tutela ambientale, sviluppo delle comunità locali e cooperazione internazionale.

Il concetto è stato reso molto efficace da Batori che ha utilizzato una metafora significativa: la Cooperazione è una spedizione alpinistica. Raggiungere gli obiettivi dello sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030, dice il ViceDirettore,  è come scalare un Ottomila: un'impresa impossibile per il singolo, che richiede una vera cordata globale:

  • Le Istituzioni Finanziarie sono i finanziatori che acquistano l'ossigeno e l'attrezzatura per l'estremo.

  • Le Organizzazioni Internazionali allestiscono il campo base e dettano le regole della salita.

  • Il Settore Privato mette in campo gli alpinisti, portando le competenze tecniche per l'ascesa.

  • La Società Civile rappresenta gli sherpa, guide vitali per evitare i crepacci e le valanghe del territorio.

  • I Governi Donatori garantiscono l'elicottero di soccorso in caso di emergenza.

Il Capo Spedizione? È sempre il Paese partner con la sua popolazione. Sono loro a decidere quale versante della montagna affrontare, partendo dai propri bisogni e sogni.

È questa l'essenza della Cooperazione Italiana e del Piano Mattei: un gioco di squadra dove si vince solo se si cammina uniti verso la vetta.

Le attività dell’Associazione EvK2CNR in Pakistan e Nepal rappresentano un esempio concreto di cooperazione multidisciplinare: dalla gestione delle aree protette del Karakorum e del Deosai, ai programmi di formazione locale, dai progetti di monitoraggio climatico e glaciologico fino alle iniziative dedicate all’ecoturismo sostenibile e allo sviluppo comunitario nelle aree montane più remote.

In questo contesto, il dialogo emerso a COOPERA 2026 conferma quanto la cooperazione internazionale richieda oggi una capacità sempre maggiore di costruire reti tra ricerca, diplomazia, finanza, imprese e territori, valorizzando esperienze sul campo capaci di generare impatto reale e duraturo.

Per EvK2CNR, che opera da oltre tre decenni tra Himalaya e Karakorum, la conferenza rappresenta quindi non solo un importante momento di confronto istituzionale, ma anche la conferma della centralità della cooperazione scientifica come strumento di dialogo internazionale, sostenibilità ambientale, crescita condivisa, mobilitando cofinanziamenti internazionali e risorse dalla finanza privata.

A seguire il link con il video dell’intervento di Carlo Batori durante la prima giornata di COOPERA 2026.

https://www.youtube.com/live/ZjkGau06Lmw?si=lWo0bu4xrlzLpO_T