Breathe Pakistan 2026: la ricerca EvK2CNR al centro del dialogo globale sul clima


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 6-7 maggio, Islamabad. Si sè inaugurata questa mattina a Islamabad la Breathe Pakistan International Conference on Climate Change, un appuntamento di alto profilo che riunisce decisori politici, esperti e stakeholder internazionali per affrontare una delle sfide più urgenti del nostro tempo: la crisi climatica e i suoi impatti sempre più evidenti sul Pakistan.

In questo contesto, emerge con forza il ruolo unico dell’Italia e, in particolare, dell’Associazione EvK2CNR, presente attraverso l’unico ricercatore italiano invitato: Davide Fugazza, glaciologo dell’Università degli Studi di Milano e collaboratore EvK2CNR. Fugazza interviene oggi nella sessione “From Glacial Melt to Delta Discharge”, dedicata al legame cruciale tra la fusione dei ghiacciai e la disponibilità idrica lungo il bacino dell’Indo.

Prima della sua presentazione, verrà proiettato un video realizzato da EvK2CNR che ripercorre oltre 70 anni di amicizia, collaborazione scientifica e cooperazione tra Italia e Pakistan: un momento altamente evocativo, capace di sintetizzare una storia unica fatta di ricerca in ambienti estremi, sviluppo sostenibile e costruzione di capacità locali.

Il riconoscimento istituzionale del ruolo EvK2CNR

Durante il discorso inaugurale, il Ministro federale per il Climate Change & Environmental Coordination, Musadik Masood Malik, ha sottolineato con forza la vulnerabilità del Pakistan agli effetti del cambiamento climatico: dalle inondazioni devastanti nel Sindh alla scarsità idrica in Balochistan, fino ai fenomeni estremi nelle regioni montane, inclusi i GLOFs (Glacial Lake Outburst Floods) e il ritiro dei ghiacciai nel Gilgit-Baltistan.

In questo quadro, il Ministro ha evidenziato il valore fondamentale della ricerca scientifica basata su evidenze, riconoscendo esplicitamente il contributo dei partner italiani e di EvK2CNR. Un passaggio particolarmente significativo riguarda il progetto di una Green University, pensata come piattaforma per formare e coinvolgere le nuove generazioni nella lotta al cambiamento climatico: un’iniziativa che vede già il sostegno attivo della cooperazione italiana.

La ricerca sui ghiacciai: dati, impatti, scenari futuri

L’intervento di Fugazza porta al centro della conferenza risultati scientifici di grande rilievo. Il nuovo inventario dei ghiacciai pakistani evidenzia numeri impressionanti: 13.032 ghiacciai per una superficie totale di circa 13.500 km² e un volume stimato di circa 1.500 km³ .

Questi dati confermano il ruolo strategico del Pakistan come uno dei principali serbatoi glaciali del pianeta, con implicazioni dirette sulla sicurezza idrica di milioni di persone.

Le ricerche mostrano dinamiche differenziate:

  • un evidente ritiro dei ghiacciai nell’Himalaya (fino al -16% della superficie glaciale in circa 20 anni),
  • una relativa stabilità nel Karakorum, fenomeno noto come Karakorum Anomaly .

Parallelamente, la presenza dei dei laghi supra glaciali (oltre 2.700 identificati) rappresenta un fattore crescente di rischio idrogeologico.

Le attività di monitoraggio integrate — da immagini satellitari ad alta risoluzione, a stazioni meteorologiche automatiche fino a 4.600 metri di quota, fino a modellazioni climatiche avanzate — permettono oggi di stimare la disponibilità idrica futura in relazione ai diversi scenari di emissioni globali

Dalla scienza alla cooperazione: un modello integrato

Ciò che distingue EvK2CNR è la capacità di integrare ricerca scientifica, innovazione tecnologica e cooperazione allo sviluppo. I progetti in corso non si limitano all’analisi dei ghiacciai, ma includono:

  • formazione e capacity building (quasi 400 beneficiari formati nell'ambito del progetto Glaciers & Students),
  • sviluppo di piattaforme dati condivise,
  • creazione di un laboratorio a cielo aperto come lo Spantik Lab,
  • iniziative future come la realizzazione di una Virtual Green University — fortemente sostenuta dal Ministero pakistano del Climate Change — pensata come piattaforma avanzata di formazione, condivisione di dati climatici, modellazione ambientale e sviluppo di politiche green basate su evidenze scientifiche, oltre a nuovi programmi dedicati al monitoraggio della qualità dell’aria, alla salute pubblica, alla gestione sostenibile delle risorse naturali e alla rigenerazione ecoturistica delle aree montane del Pakistan, con l’obiettivo di trasformare le regioni himalayane e del Karakorum in veri e propri “climate sentinel” a scala globale.

Un ruolo centrale, locale e globale

In un Paese che contribuisce in minima parte alle emissioni globali ma subisce in modo sproporzionato gli effetti della crisi climatica, la presenza di EvK2CNR rappresenta un punto di riferimento scientifico e operativo.

Gli oltre 40 anni di attività in Pakistan dimostrano come la ricerca in alta quota non sia solo un esercizio accademico, ma uno strumento concreto per comprendere e affrontare sfide globali: dalla gestione delle risorse idriche alla prevenzione dei rischi naturali, fino alla definizione di politiche climatiche basate su dati solidi.

La partecipazione alla Breathe Pakistan Conference rafforza ulteriormente questo ruolo, confermando EvK2CNR come attore chiave nel dialogo internazionale sul clima e ponte strategico tra Italia e Pakistan, tra scienza e decisione politica, tra conoscenza e azione.


EvK2CNR and Pakistan: more than 70 years of friendship and collaboration

Breathe Pakistan 2026: EvK2CNR Research at the Heart of the Global Climate Dialogue


6–7 May, Islamabad — The Breathe Pakistan International Conference on Climate Change opened this morning in Islamabad, bringing together policymakers, scientists, institutional representatives, and international stakeholders to address one of the most urgent challenges of our time: the climate crisis and its increasingly visible impacts across Pakistan.

Within this framework, the unique role of Italy — and particularly of EvK2CNR — clearly emerges through the participation of the only Italian researcher invited to the conference: Davide Fugazza, glaciologist at the University of Milan and collaborator of EvK2CNR. Fugazza is speaking today during the session “From Glacial Melt to Delta Discharge”, focused on the critical relationship between glacier melt dynamics and water availability throughout the Indus River Basin.

Prior to his presentation, a short video produced by EvK2CNR will be screened, retracing more than 70 years of friendship, scientific collaboration, and cooperation between Italy and Pakistan. The film represents a powerful and evocative moment, encapsulating a unique history of research in extreme environments, sustainable development initiatives, and long-term local capacity building.

Institutional Recognition of EvK2CNR’s Role

During the opening session, Musadik Masood Malik, Federal Minister for Climate Change & Environmental Coordination, strongly emphasized Pakistan’s vulnerability to climate change impacts: from devastating floods in Sindh and water scarcity in Balochistan to extreme weather events in mountainous regions, including GLOFs (Glacial Lake Outburst Floods) and glacier retreat in Gilgit-Baltistan.

Within this context, the Minister highlighted the fundamental importance of evidence-based scientific research, explicitly recognizing the contribution of Italian partners and EvK2CNR. A particularly significant aspect of his speech concerned the proposed Green University initiative, conceived as a platform to educate and engage younger generations in climate action and environmental governance — an initiative already receiving active support from Italian cooperation partners.

Glacier Research: Data, Impacts, and Future Scenarios

Fugazza’s contribution brings highly significant scientific findings to the center of the conference debate. The newly developed glacier inventory of Pakistan identifies 13,032 glaciers, covering a total surface area of approximately 13,500 km² with an estimated ice volume of nearly 1,500 km³.

These data confirm Pakistan’s strategic role as one of the planet’s major glacial reservoirs, with direct implications for water security, ecosystem stability, and the livelihoods of millions of people downstream.

Current research highlights differentiated cryospheric dynamics across the region:

  • a marked glacier retreat in the Himalaya, with glacier surface reductions reaching up to 16% over approximately two decades;

  • relative glacier stability in the Karakoram region, a phenomenon internationally known as the Karakoram Anomaly.

At the same time, the growing presence of supraglacial lakes — more than 2,700 identified across the country — represents an increasing hydrogeological and disaster-risk factor.

Integrated monitoring activities — ranging from high-resolution satellite imagery and automatic weather stations installed up to 4,600 meters above sea level to advanced climate and glacier melt modelling — are now enabling researchers to estimate future water availability under different global emissions scenarios.

From Science to Cooperation: An Integrated Model

What distinguishes EvK2CNR is its ability to integrate scientific research, technological innovation, and development cooperation into a unified operational model.

Ongoing projects extend well beyond glacier monitoring alone and include:

  • education and capacity-building programmes (with nearly 400 beneficiaries trained through the Glaciers & Students project),

  • development of shared climate and geospatial data platforms,

  • establishment of open-air research infrastructures such as the Spantik Lab,

  • and future initiatives including the creation of a Virtual Green University — strongly supported by Pakistan’s Ministry of Climate Change — conceived as an advanced platform for climate education, environmental modelling, climate-data sharing, and evidence-based green policy development.Additional programmes focus on air-quality monitoring, public health, sustainable natural-resource management, and ecotourism-based regeneration of Pakistan’s mountain regions, with the broader objective of transforming the Himalaya and Karakoram into global-scale “climate sentinels”.

A Strategic Role at Local and Global Scale

In a country that contributes minimally to global greenhouse gas emissions yet suffers disproportionately from climate impacts, EvK2CNR represents both a scientific and operational reference point.

More than four decades of activity in Pakistan demonstrate how high-altitude research is not merely an academic endeavor, but a concrete instrument for addressing global challenges — from water-resource management and natural-hazard mitigation to the development of evidence-based climate policies.

Participation in the Breathe Pakistan International Conference on Climate Change further strengthens this role, confirming EvK2CNR as a key actor in international climate dialogue and as a strategic bridge between Italy and Pakistan, between science and policymaking, and between knowledge and action.